Le Intercettazioni: nozione e requisiti di ammissibilità.

L’articolo 266 c.p.p. indica quali sono i reati le cui prove possono essere raccolte mediante intercettazione.

E’ la Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza delle Sezioni Unite n. 36747 del 24 settembre 2003 a fornire la nozione di intercettazione.

Essa è identificata come quell’atto del procedimento effettuato mediante strumenti tecnici di percezione e che tende a captare il contenuto di una conversazione o di una comunicazione segreta tra due o più persone. Tale apprensione deve inoltre essere effettuata da un soggetto che occulta la sua presenza.

Requisiti fondamentali affinchè si possa parlare di intercettazione sono quindi: la segretezza della comunicazione, l’utilizzo di strumenti di percezione ed infine la terzietà e clandestinità del soggetto captante.

Una conversazione o comunicazione può definirsi segreta quando i soggetti che vi prendono parte hanno il preciso intento di escludere gli altri e adottano modalità idonee per realizzare il loro scopo.

L’utilizzo di strumenti tecnici di percezione si rende necessario per superare le elementari ed usuali cautele adottate per evitare che terzi ascoltino una conversazione. Ad esempio: è usuale che una conversazione avvenga in una stanza a porte chiuse, in questo caso per aversi intercettazione non è sufficiente che qualcuno ascolti nascosto dietro la porta, bisogna che vengano utilizzati apparecchi in grado di percepire e registrare ciò che viene detto. Si può quindi parlare di intercettazione vera e propria ove si abbia un soggetto che nasconde un apparecchio magnetofonico in una stanza in cui avverrà una conversazione, per poi recuperarlo ed ascoltare successivamente il dialogo tra i presenti.

Per quanto concerne, da ultimo, la terzietà occore che il soggetto operi in  modo totalmente clandestino e sia quindi estraneo al colloquio. Non si ha pertanto intercettazione nel caso in cui un soggetto, ammesso a presenziare ad una conversazione anche senza parteciparvi direttamente, ne registri i contenuti.

E’ inoltre anche possibile l’intercettazione di un flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici, in relazione ad essa i presupposti non cambiano.

Vi sono infine le intercettazioni di comunicazioni tra presenti, o intercettazioni ambientali, le quali sono di regola ammesse fuori dal domicilio privato ed in presenza dei presupposti di legge. Si ha un’eccezione a tale regola ove vi sia il fondato motivo che in uno dei luoghi indicati dall’articolo 614 del Codice Penale si stia svolgendo l’attività criminosa.

Le norme del Codice di Procedura Penale che si occupano delle intercettazioni sono comprese nel Capo IV del Titolo III del Libro III relativo ai mezzi di prova. Di questo in fatti si tratta: mezzi di prova.

E’ peraltro stabilita in modo chiaro e preciso una delimitazione dell’ammissibilità dell’intercettazione di comunicazioni sia dal punto di vista dei reati per i quali possono essere diposte, sia dal punto di vista delle procedure, che vedono come soggetti coinvolti il Pubblico Ministero come richiedente ed il Giudice per le Indagini Preliminari come soggetto deputato a decidere se fornire o meno l’autorizzazione a procedere.

Perchè siano disposte intercettazioni telefoniche è necessario che vi siano gravi indizi di reato e che esse siano indispensabili per la prosecuzione delle indagini.

L’articolo 266 c.p.p. indica infine quali sono i reati le cui prove possono essere raccolte mediante intercettazione.

Essi sono: delitti non colposi punibili con l’ergastolo o con reclusione superiore nel massimo a cinque anni, pena determinata a norma dell’articolo 4 c.p.p., ossia non tenendo conto della continuazione, della recidiva nè delle circostanze del reato, fatte salve le circostanze aggravanti speciali e ad effetto speciale; delitti contro la pubblica amministrazione puniti con la reclusioni non inferiore nel massimo a cinque anni –  pena sempre determinata a norma dell’articolo 4 c.p.p. – delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope; delitti concernenti armi e sostanze esplosive; delitti di contrabbando; reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo delle persone a mezzo del telefono; offerta o cessione gratuita di materiale pedopornografico, anche ove si tratti di pornografia virtuale.

Nel caso in cui vengano in essere delitti di criminalità organizzata, di minaccia a mezzo del telefono o contro la personalità individuale, i requisiti di ammissibilità per procedere ad intercettazione vengono attenuati: si rendono necessari soltanto la sussistenza di sufficienti indizi e la mera necessità per la prosecuzione delle indagini.

In questi casi inoltre l’intercettazione di comunicazioni tra presenti è possibile anche se non vi è la fondata presunzione che nei luoghi di privata dimora si stia svolgendo l’attività criminosa ed anche la proroga ha un regime speciale.

Questo per quanto riguarda ciò che è necessario analizzare preliminarmente per decidere di disporre tale mezzo di ricerca della prova, le procedure di attuazione, per la loro complessità, verranno analizzate separatamente.