Irretroattività delle norme sul patteggiamento tradizionale e applicabilità delle pene accessorie per reati contro la pubblica amministrazione.

Cass. pen., Sez. VI, Sent. 9 novembre 2021, n. 40538

La Corte di Cassazione si è pronunciata in merito ai profili intertemporali dell’art. 445, comma 1 ter, c.p.p., introdotto dalla legge Spazzacorrotti (L. 9 gennaio 2019, n. 3), che consente al giudice del patteggiamento per alcuni reati contro la pubblica amministrazione di applicare le pene accessorie di cui all’art. 317 bis cod. pen., anche qualora la pena principale non superi i due anni di reclusione (cd. patteggiamento tradizionale). “Non è (…) consentita, l’applicazione delle pene accessorie, per iniziativa del giudice, nel caso di sentenza di applicazione pena non superiore a due anni di reclusione ai fatti commessi prima del 31 gennaio 2019 (data di entrata in vigore della legge n. 3 del 2019) trattandosi di un trattamento penale sfavorevole all’imputato dal momento che tale applicazione non era consentita dalla disciplina in materia di patteggiamento vigente al momento del fatto. […]
Il divieto di retroattività opera come uno dei limiti al legittimo esercizio del potere politico che stanno al cuore stesso del concetto di ‘stato di diritto’. Un concetto, quest’ultimo, che evoca immediatamente la soggezione dello stesso potere a una ‘legge’ pensata per regolare casi futuri, e destinata a fornire a tutti un trasparente avvertimento sulle conseguenze che la sua trasgressione potrà comportare”.